La Costituzione della Repubblica Italiana recita all'Art. 9:
La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
lunedì 3 ottobre 2011
Laika a Ponterotto, De Zordo: Solidarietà a Lucia Carlesi
Comunicato stampa di Per un'altra Città, Firenze
Piena solidarietà della lista di cittadinanza 'perUnaltracittà' alla consigliera Lucia Carlesi di Laboratorio 'Per un'altra San Casciano', oggetto di violenti attacchi verbali nel corso della seduta di Consiglio comunale del 29 settembre. A provocare l'attacco, condiviso in modo bipartisan da destra e centrosinistra, è stato l'ordine del giorno da lei depositato in merito al ritrovamento dei reperti archeologici venuti alla luce a Ponterotto nel corso della costruzione del nuovo capannone della Laika Caravans.
In modo strumentale si è voluta attribuire a chi difende il territorio e il patrimonio culturale la responsabilità dei ritardi dello stabilimento Laika nella realizzazione di un progetto risalente ormai a 10 anni fa. Lucia Carlesi ha coraggiosamente affermato che la difesa di ambiente e patrimonio storico viene tutelata quando non è messa in conflitto con la dignità del lavoro e i diritti dei lavoratori, e ha esplicitamente attribuito la responsabilità di contrapporre ancora una volta ambiente e lavoro all'amministrazione comunale di San Casciano che in 10 anni non ha saputo dare una risposta concreta a questo problema.
Bastava trovare una localizzazione idonea all'insediamento della nuova Laika senza consentire l'operazione speculativa che ha consentito l'attuale insediamento a Ponterotto, terreno agricolo e ricco di reperti archeologici (si veda su questo archeopatacca.blogspot.com). E invece l'amministrazione di san Casciano non solo ha consentito un'operazione di rendita immobiliare della multinazionale ma ha investito proprie risorse senza neanche dichiarare l'impegno economico a cui dovrà far fronte per vari anni.
Sosteniamo quindi l'azione della consigliera Carlesi che ha richiesto senza farsi intimidire un altro modo di coniugare diritto al lavoro e diritto all'ambiente, e ha indicato un'altra modalità con cui le pubbliche amministrazioni devono lavorare in modo trasparente per l'interesse generale della collettività e non per il potente di turno.
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Intervento di Alessio Gramolati, Segretario Generale CGIL Toscana
Firenze, 3 ottobre 2011
di Alessio Gramolati, Segretario Generale CGIL Toscana
L’altro giorno i lavoratori della Laika hanno deciso di scioperare e partecipare ai lavori del Consiglio Comunale di San Casciano V.P. (nel Chianti) dove si discuteva una mozione finalizzata a bloccare la realizzazione del nuovo stabilimento.
Il cantiere è stato sospeso perché durante i lavori di fondazione, regolarmente autorizzati, sono stati trovati resti etrusco/romani, probabilmente di una abitazione e di una fattoria, a testimoniare che sin da allora il Chianti rappresentava un’area residenziale e produttiva.
Il Comune ha presentato un progetto, così come prevedono le normative già utilizzate in molti altri casi, per collocare manufatti e reperti in un luogo idoneo a garantirne valorizzazione e tutela. L’azienda contribuirà con le risorse economiche previste a realizzare il trasferimento. Il progetto ha avuto l’approvazione della Direzione Regionale dei Beni Culturali e della Sovrintendenza che parteciperà direttamente alla sua corretta realizzazione. Al Comune e alla Regione spetterà la successiva valorizzazione. Nonostante ciò, un consigliere comunale ha presentato una mozione per fermare tutto. Ha preso solo il suo voto ma intanto un Comitato ha scritto al mondo perché si fermi “lo scempio” e si è presentata un’interrogazione parlamentare. Un autorevole quotidiano cittadino ha titolato: “Sciopero contro gli Etruschi!”.
Sono più di 10 anni che si va avanti così. Intanto una realtà industriale e innovativa è costretta a lavorare su più siti tanto che per completare il ciclo produttivo ci si deve spostare in auto. Alcune delle aree che attualmente ospitano l’attività produttiva e di lavoratori sono coperte ad eternit. I costi produttivi e ambientali di questa situazione sono tutti sulle spalle delle 230 persone occupate direttamente e delle altre (più del doppio) dell’indotto.
Queste persone hanno scioperato perchè non possono più aspettare. Sono per il lavoro, per la legalità, per l’ambiente e per tutto ciò è tempo di scegliere. La proprietà dell’Azienda, una multinazionale tedesca, ha deciso di uscire dalla borsa per recuperare risorse per investire in processo e prodotto, privilegiando l’economia produttiva su quella finanziaria. Pensiamo di tutelare l’ambiente scoraggiandoli ad investire in Toscana? È una domanda strategica perché questa scelta non sarà ininfluente per l’attrattività regionale. Perché non c’è solo la Laika.
A Firenze abbiamo sentito cosa è stato detto contro la tramvia e assistiamo al suo stallo. A Rosignano si è dissertato su quanto avrebbero bordeggiato le barche a vela se si fosse integrato il ciclo industriale col rigassificatore e non se n’è fatto di nulla.A Massa due parlamentari di FLI hanno presentato una interrogazione contro l’investimento del Nuovo Pignone, ignari forse delle sue ricadute occupazionali e del fatto che quell’investimento consente la realizzazione di uno dei progetti ambientalmente più avanzati in campo energetico: impianto di Gorgon in Australia. Potremmo continuare ancora a lungo a descrivere questa Toscana appagata che crede di non aver bisogno di un futuro perché ha tutto ciò che serve nel passato. Dimentica che ciò che ci è stato consegnato è un equilibrio sapiente di saper fare innovando e tutelando il paesaggio.
Gli stessi Etruschi da buoni toscani erano un popolo gaudente e laborioso. Con i loro baccanali o la loro impareggiabile abilità nella lavorazione dei metalli, avevano voluto vicino alle loro case officine e fattorie. Le piscine che si vedono ora nelle seconde case e nelle ville sono arrivate dopo, molto dopo. Insieme alla rendita fondiaria. Voglio rassicurare tutti che non abbiamo nulla contro gli Etruschi che ci stanno parecchio simpatici, men che mai contro l’ambientalismo, ma abbiamo molto da dire verso coloro che vedono la Toscana unicamente come terra del buon ritiro, buona per oziare ma non per investire. Questo modello prima si mangerà il lavoro ma poi, inevitabilmente, consumerà il territorio offrendo magari in cambio qualche lavoretto a giornata, tutto rigorosamente a nero, perché il buon lavoro, si sa: un po’ sporca!
di Alessio Gramolati, Segretario Generale CGIL Toscana
L’altro giorno i lavoratori della Laika hanno deciso di scioperare e partecipare ai lavori del Consiglio Comunale di San Casciano V.P. (nel Chianti) dove si discuteva una mozione finalizzata a bloccare la realizzazione del nuovo stabilimento.
Il cantiere è stato sospeso perché durante i lavori di fondazione, regolarmente autorizzati, sono stati trovati resti etrusco/romani, probabilmente di una abitazione e di una fattoria, a testimoniare che sin da allora il Chianti rappresentava un’area residenziale e produttiva.
Il Comune ha presentato un progetto, così come prevedono le normative già utilizzate in molti altri casi, per collocare manufatti e reperti in un luogo idoneo a garantirne valorizzazione e tutela. L’azienda contribuirà con le risorse economiche previste a realizzare il trasferimento. Il progetto ha avuto l’approvazione della Direzione Regionale dei Beni Culturali e della Sovrintendenza che parteciperà direttamente alla sua corretta realizzazione. Al Comune e alla Regione spetterà la successiva valorizzazione. Nonostante ciò, un consigliere comunale ha presentato una mozione per fermare tutto. Ha preso solo il suo voto ma intanto un Comitato ha scritto al mondo perché si fermi “lo scempio” e si è presentata un’interrogazione parlamentare. Un autorevole quotidiano cittadino ha titolato: “Sciopero contro gli Etruschi!”.
Sono più di 10 anni che si va avanti così. Intanto una realtà industriale e innovativa è costretta a lavorare su più siti tanto che per completare il ciclo produttivo ci si deve spostare in auto. Alcune delle aree che attualmente ospitano l’attività produttiva e di lavoratori sono coperte ad eternit. I costi produttivi e ambientali di questa situazione sono tutti sulle spalle delle 230 persone occupate direttamente e delle altre (più del doppio) dell’indotto.
Queste persone hanno scioperato perchè non possono più aspettare. Sono per il lavoro, per la legalità, per l’ambiente e per tutto ciò è tempo di scegliere. La proprietà dell’Azienda, una multinazionale tedesca, ha deciso di uscire dalla borsa per recuperare risorse per investire in processo e prodotto, privilegiando l’economia produttiva su quella finanziaria. Pensiamo di tutelare l’ambiente scoraggiandoli ad investire in Toscana? È una domanda strategica perché questa scelta non sarà ininfluente per l’attrattività regionale. Perché non c’è solo la Laika.
A Firenze abbiamo sentito cosa è stato detto contro la tramvia e assistiamo al suo stallo. A Rosignano si è dissertato su quanto avrebbero bordeggiato le barche a vela se si fosse integrato il ciclo industriale col rigassificatore e non se n’è fatto di nulla.A Massa due parlamentari di FLI hanno presentato una interrogazione contro l’investimento del Nuovo Pignone, ignari forse delle sue ricadute occupazionali e del fatto che quell’investimento consente la realizzazione di uno dei progetti ambientalmente più avanzati in campo energetico: impianto di Gorgon in Australia. Potremmo continuare ancora a lungo a descrivere questa Toscana appagata che crede di non aver bisogno di un futuro perché ha tutto ciò che serve nel passato. Dimentica che ciò che ci è stato consegnato è un equilibrio sapiente di saper fare innovando e tutelando il paesaggio.
Gli stessi Etruschi da buoni toscani erano un popolo gaudente e laborioso. Con i loro baccanali o la loro impareggiabile abilità nella lavorazione dei metalli, avevano voluto vicino alle loro case officine e fattorie. Le piscine che si vedono ora nelle seconde case e nelle ville sono arrivate dopo, molto dopo. Insieme alla rendita fondiaria. Voglio rassicurare tutti che non abbiamo nulla contro gli Etruschi che ci stanno parecchio simpatici, men che mai contro l’ambientalismo, ma abbiamo molto da dire verso coloro che vedono la Toscana unicamente come terra del buon ritiro, buona per oziare ma non per investire. Questo modello prima si mangerà il lavoro ma poi, inevitabilmente, consumerà il territorio offrendo magari in cambio qualche lavoretto a giornata, tutto rigorosamente a nero, perché il buon lavoro, si sa: un po’ sporca!
Quando la demagogia prevale sul confronto e sul rispetto, perde la democrazia
LABORATORIO PER UN'ALTRA SAN CASCIANO-RIFONDAZIONE COMUNISTA
COMUNICATO STAMPA
Quando la demagogia prevale sul confronto e sul rispetto, perde la democrazia. È quanto è successo durante la seduta del consiglio comunale di San Casciano del 29 settembre quando, tutti insieme, partiti di sinistra (ma questa definizione è ancora possibile?), di destra e lista civica, appoggiati dai dipendenti Laika giunti in gran numero, hanno “processato” il nostro gruppo Laboratorio per un'Altra San Casciano-Rifondazione Comunista che ha presentato un ordine del giorno per opporsi alla decisione presa dall'Amministrazione di rimuovere i reperti archeologici di Ponterotto. Facile intuire l'esito della discussione, viste le forze in campo. Ma siamo sicuri che non sia la vittoria di Pirro?
Ha prevalso la demagogia, appunto. Le nostre motivazioni di contrarietà al progetto sono state chiare e argomentate, dobbiamo constatare che ieri nell'aula consiliare nessuno ha saputo o voluto dare risposte concrete alle nostre obiezioni.
Noi abbiamo parlato di difesa dei beni comuni: l'ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico di una collettività si tutelano quando non si mettono in conflitto con la dignità del lavoro e i diritti dei lavoratori, quando si ha la capacità politica di gestire i processi economici e le dinamiche sociali di un territorio. Su questi temi non prendiamo lezioni da nessuno. Sul banco degli imputati mettiamo questa amministrazione che in dieci anni non ha saputo offrire una risposta concreta alle richieste sacrosante dei lavoratori. Nessuno può essere così ingenuo da credere che, se ancora non è stata posata la fatidica prima pietra del nuovo stabilimento, la colpa sia di “quattro ambientalisti”.
La nuova Laika sarebbe realizzata da tempo se fin da subito fosse stata scelta una localizzazione idonea. In realtà, cedendo al ricatto occupazionale, l'amministrazione ha intrapreso una faraginosa e complessa procedura urbanistica grazie alla quale l'impresa ha ottenuto la possibilità di costruire su terreni agricoli a Ponterotto: un'operazione di rendita immobiliare che, abbiamo sempre sostenuto, ci pare abbia avuto poco a che fare né con la presunta urgenza imprenditoriale, né con la salvaguardia dei posti di lavoro. Non ha insegnato niente la fallimentare esperienza Stianti a San Casciano? O lo stabilimento Laika a Sambuca ottenuto anche in quell'occasione con variante urbanistica ad hoc e mai utilizzato? Non è seguendo gli “appetiti” industriali che si tutelano i lavoratori, si può però fare demagogia e farlo credere.
Adesso, ancora una volta strumentalmente, si afferma che “sfrattare gli etruschi”, rimuovere dal sito i reperti emersi a Ponteretto, significherà contemporaneamente valorizzare i ritrovamenti e offrire ulteriori, concrete garanzie al mondo del lavoro.
Niente di più falso. In un momento di grave crisi nazionale e mondiale del settore nel quale è coinvolta pesantemente anche la multinazionale Hymer, costruire un gigantesco capannone, che sembra effettivamente sproporzionato rispetto alle previsioni produttive dell'azienda, non potrà dare nessuna certezza ai lavoratori. Si perderà invece l'autenticità di una testimonianza storica, trattando i resti della fattoria etrusca e della villa romana alla stregua di mattoncini Lego, come in questi giorni ha osservato autorevolmente il prof. Settis, commentando la vicenda. Per far questo l'amministrazione investe proprie risorse, fateci capire dov'è l'interesse pubblico dell'operazione.
Vorremmo anche una risposta ai dubbi sollevati sulla correttezza della delibera che la Giunta ha adottato, ove, tra l'altro, non viene dichiarato l’ammontare della spesa pluriennale che si dovrebbe sostenere e neanche a quali capitoli di bilancio viene imputata.
Di tutto ciò avremmo voluto discutere in consiglio comunale; purtroppo abbiamo soltanto assistito al triste spettacolo di un'amministrazione impegnata solamente a costruire un capro espiatorio (l’ambientalismo contrapposto a chi difende il “lavoro”) per scaricare le proprie responsabilità . Noi abbiamo offerto una chiave di lettura diversa della vicenda e come sempre abbiamo coerentemente rappresentato un'altra prospettiva e un'altra proposta politica che vede nella riconversione ecologica dell'economia, nella difesa dei beni comuni e nella tutela del territorio l'unica strada che abbiamo a disposizione per uscire da una crisi economica strutturale e dare risposte serie e concrete,nel tempo, al mondo del lavoro. Ed è così che esprimiamo la nostra solidarietà con i lavoratori Laika.
Ci crediamo e continueremo a sostenere con impegno queste proposte.
San Casciano Val di Pesa, 1 ottobre 2011
COMUNICATO STAMPA
Quando la demagogia prevale sul confronto e sul rispetto, perde la democrazia. È quanto è successo durante la seduta del consiglio comunale di San Casciano del 29 settembre quando, tutti insieme, partiti di sinistra (ma questa definizione è ancora possibile?), di destra e lista civica, appoggiati dai dipendenti Laika giunti in gran numero, hanno “processato” il nostro gruppo Laboratorio per un'Altra San Casciano-Rifondazione Comunista che ha presentato un ordine del giorno per opporsi alla decisione presa dall'Amministrazione di rimuovere i reperti archeologici di Ponterotto. Facile intuire l'esito della discussione, viste le forze in campo. Ma siamo sicuri che non sia la vittoria di Pirro?
Ha prevalso la demagogia, appunto. Le nostre motivazioni di contrarietà al progetto sono state chiare e argomentate, dobbiamo constatare che ieri nell'aula consiliare nessuno ha saputo o voluto dare risposte concrete alle nostre obiezioni.
Noi abbiamo parlato di difesa dei beni comuni: l'ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico di una collettività si tutelano quando non si mettono in conflitto con la dignità del lavoro e i diritti dei lavoratori, quando si ha la capacità politica di gestire i processi economici e le dinamiche sociali di un territorio. Su questi temi non prendiamo lezioni da nessuno. Sul banco degli imputati mettiamo questa amministrazione che in dieci anni non ha saputo offrire una risposta concreta alle richieste sacrosante dei lavoratori. Nessuno può essere così ingenuo da credere che, se ancora non è stata posata la fatidica prima pietra del nuovo stabilimento, la colpa sia di “quattro ambientalisti”.
La nuova Laika sarebbe realizzata da tempo se fin da subito fosse stata scelta una localizzazione idonea. In realtà, cedendo al ricatto occupazionale, l'amministrazione ha intrapreso una faraginosa e complessa procedura urbanistica grazie alla quale l'impresa ha ottenuto la possibilità di costruire su terreni agricoli a Ponterotto: un'operazione di rendita immobiliare che, abbiamo sempre sostenuto, ci pare abbia avuto poco a che fare né con la presunta urgenza imprenditoriale, né con la salvaguardia dei posti di lavoro. Non ha insegnato niente la fallimentare esperienza Stianti a San Casciano? O lo stabilimento Laika a Sambuca ottenuto anche in quell'occasione con variante urbanistica ad hoc e mai utilizzato? Non è seguendo gli “appetiti” industriali che si tutelano i lavoratori, si può però fare demagogia e farlo credere.
Adesso, ancora una volta strumentalmente, si afferma che “sfrattare gli etruschi”, rimuovere dal sito i reperti emersi a Ponteretto, significherà contemporaneamente valorizzare i ritrovamenti e offrire ulteriori, concrete garanzie al mondo del lavoro.
Niente di più falso. In un momento di grave crisi nazionale e mondiale del settore nel quale è coinvolta pesantemente anche la multinazionale Hymer, costruire un gigantesco capannone, che sembra effettivamente sproporzionato rispetto alle previsioni produttive dell'azienda, non potrà dare nessuna certezza ai lavoratori. Si perderà invece l'autenticità di una testimonianza storica, trattando i resti della fattoria etrusca e della villa romana alla stregua di mattoncini Lego, come in questi giorni ha osservato autorevolmente il prof. Settis, commentando la vicenda. Per far questo l'amministrazione investe proprie risorse, fateci capire dov'è l'interesse pubblico dell'operazione.
Vorremmo anche una risposta ai dubbi sollevati sulla correttezza della delibera che la Giunta ha adottato, ove, tra l'altro, non viene dichiarato l’ammontare della spesa pluriennale che si dovrebbe sostenere e neanche a quali capitoli di bilancio viene imputata.
Di tutto ciò avremmo voluto discutere in consiglio comunale; purtroppo abbiamo soltanto assistito al triste spettacolo di un'amministrazione impegnata solamente a costruire un capro espiatorio (l’ambientalismo contrapposto a chi difende il “lavoro”) per scaricare le proprie responsabilità . Noi abbiamo offerto una chiave di lettura diversa della vicenda e come sempre abbiamo coerentemente rappresentato un'altra prospettiva e un'altra proposta politica che vede nella riconversione ecologica dell'economia, nella difesa dei beni comuni e nella tutela del territorio l'unica strada che abbiamo a disposizione per uscire da una crisi economica strutturale e dare risposte serie e concrete,nel tempo, al mondo del lavoro. Ed è così che esprimiamo la nostra solidarietà con i lavoratori Laika.
Ci crediamo e continueremo a sostenere con impegno queste proposte.
San Casciano Val di Pesa, 1 ottobre 2011
domenica 2 ottobre 2011
Lavoro e ambiente sono da sempre parte di un dialogo, costruttivo e partecipativo
Comunicato stampa di Rifondazione comunista
"Lavoro e ambiente sono da sempre parte di un dialogo, costruttivo e partecipativo, che Rifondazione comunista porta avanti. Anche a San Casciano, dove il partito non registra alcun fallimento come invece afferma i segretario metropolitano del Pd Patrizio Mecacci che si erge a giudice, guarda fuori dal suo partito mentre dovrebbe fare i conti con la sua coalizione". È il commento di Andrea Malpezzi, segretario provinciale del Prc che interviene dopo il Consiglio comunale che ha affrontato la delicata situazione delle Laika. Ribadendo la "fondamentale importanza di garantire presto e in tempi celeri una stabilità lavorativa ai dipendenti – spiega Malpezzi - ci rammarica constatare che Mecacci sfrutti una situazione delicata come il futuro di tanti lavoratori, e la difficoltà di conciliare la tutela dell'ambiente con gli interessi dei lavoratori stessi, per fare della bassa propaganda politica".
Il segretario provinciale del Prc Andrea Malpezzi, non la lascia passare liscia a Mecacci. Nonostante la dialettica interna a Rifondazione comunista, "che in realtà è la vera, democratica, forza del nostro partito", non abbiamo, come Mecacci ,"da fare i conti con ritadi di dieci anni". "Mecacci non considera che l'assenza di una politica industriale a San Casciano come nel nostro Paese, nonché di progetti di riconversione industriale seri, sono responsabilità che ricadono anche sui governi del centrosinistra. Non salva il centrodestra, Malpezzi, ma non può esimersi dal fare un'analisi ad ampio raggio, realistica, senza alcuna strumentalizzazione, arma "usata da altri ma non dal Prc, che ha sempre avuto come priorità l'interesse dei lavoratori e dell'ambiente". Il segretario provinciale del Prc contesta duramente il fatto che "vengano, da parte di Mecacci, scaricate del tutto le responsabilità politiche della situazioni. Mecacci dispensa giudizi e si prodiga in analisi sui pesi politici di altri partiti senza guardare al proprio, discutibile, operato". Sul lavoro e sulla Laika, il Prc ribadisce di essere "da sempre a sostegno ed in difesa dei lavoratori e delle attività produttive per cui – spiega Malpezzi - ci dichiariamo comunque felici che il presidio della Laika venga mantenuto", ribadendo però "che questo è il segno del vero fallimento di una parte de centrosinistra che amministra i territori senza affrontare il nodo della tutela dell'ambiente che non può essere contrapposto ma deve diventare il volano di una politica industriale". "Basta lasciarsi abbagliare, come altri partiti hanno fatto, dalle logiche di mercato che hanno contirnuito a generare la crisi economica e produttiva. Il Prc è sempre aperto a un confronto con chi vorrà essere partecipe in un dialogo costruttivo per conciliare le varie anime presenti sul territorio, come a San Casciano, dove una coalizione che vede la presenza di una lista civica ambientalista condividere con noi il percorso di opposizione in Consiglio comunale. Certo è che su un punto come il lavoro il PRC non media e non prende lezioni da nessuno, la difesa del posto e della dignità del lavoro è una prerogativa irrinunciabile a San Casciano ed altrove, anche su questo, forse, Mecacci dovrebbe riflettere bene".
Andrea Malpezzi
Segretario Provinciale PRC Firenze
"Lavoro e ambiente sono da sempre parte di un dialogo, costruttivo e partecipativo, che Rifondazione comunista porta avanti. Anche a San Casciano, dove il partito non registra alcun fallimento come invece afferma i segretario metropolitano del Pd Patrizio Mecacci che si erge a giudice, guarda fuori dal suo partito mentre dovrebbe fare i conti con la sua coalizione". È il commento di Andrea Malpezzi, segretario provinciale del Prc che interviene dopo il Consiglio comunale che ha affrontato la delicata situazione delle Laika. Ribadendo la "fondamentale importanza di garantire presto e in tempi celeri una stabilità lavorativa ai dipendenti – spiega Malpezzi - ci rammarica constatare che Mecacci sfrutti una situazione delicata come il futuro di tanti lavoratori, e la difficoltà di conciliare la tutela dell'ambiente con gli interessi dei lavoratori stessi, per fare della bassa propaganda politica".
Il segretario provinciale del Prc Andrea Malpezzi, non la lascia passare liscia a Mecacci. Nonostante la dialettica interna a Rifondazione comunista, "che in realtà è la vera, democratica, forza del nostro partito", non abbiamo, come Mecacci ,"da fare i conti con ritadi di dieci anni". "Mecacci non considera che l'assenza di una politica industriale a San Casciano come nel nostro Paese, nonché di progetti di riconversione industriale seri, sono responsabilità che ricadono anche sui governi del centrosinistra. Non salva il centrodestra, Malpezzi, ma non può esimersi dal fare un'analisi ad ampio raggio, realistica, senza alcuna strumentalizzazione, arma "usata da altri ma non dal Prc, che ha sempre avuto come priorità l'interesse dei lavoratori e dell'ambiente". Il segretario provinciale del Prc contesta duramente il fatto che "vengano, da parte di Mecacci, scaricate del tutto le responsabilità politiche della situazioni. Mecacci dispensa giudizi e si prodiga in analisi sui pesi politici di altri partiti senza guardare al proprio, discutibile, operato". Sul lavoro e sulla Laika, il Prc ribadisce di essere "da sempre a sostegno ed in difesa dei lavoratori e delle attività produttive per cui – spiega Malpezzi - ci dichiariamo comunque felici che il presidio della Laika venga mantenuto", ribadendo però "che questo è il segno del vero fallimento di una parte de centrosinistra che amministra i territori senza affrontare il nodo della tutela dell'ambiente che non può essere contrapposto ma deve diventare il volano di una politica industriale". "Basta lasciarsi abbagliare, come altri partiti hanno fatto, dalle logiche di mercato che hanno contirnuito a generare la crisi economica e produttiva. Il Prc è sempre aperto a un confronto con chi vorrà essere partecipe in un dialogo costruttivo per conciliare le varie anime presenti sul territorio, come a San Casciano, dove una coalizione che vede la presenza di una lista civica ambientalista condividere con noi il percorso di opposizione in Consiglio comunale. Certo è che su un punto come il lavoro il PRC non media e non prende lezioni da nessuno, la difesa del posto e della dignità del lavoro è una prerogativa irrinunciabile a San Casciano ed altrove, anche su questo, forse, Mecacci dovrebbe riflettere bene".
Andrea Malpezzi
Segretario Provinciale PRC Firenze
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C'è qualcosa che sa di bruciato
Riceviamo questa lettera, che pubblichiamo.
Il 29 sera sono arrivata ma c'era una calca davanti alla porta che non mi è stato possibile entrare. C'erano tutti gli operai della Laika. Certo nella mia ignoranza ho capito che tutti i consiglieri compreso il Sindaco di San Casciano l'hanno trovata giusta l'escamotage! Invitare tutta la LAIKA al completo e rigirando la frittata. Come se chi è per l'arte, la difesa dell'ambiente, in nome della storia sia automaticamente contro il lavoro, e i lavoratori soprattutto. Se avessi potuto entrare, e non avessi avuto tutte quelle belve contro, avrei potuto dire tante cose. Io vengo da un'esperienza di 28 anni di lavoro nelle ditte più disparate d'Italia, poi mi sono ritrovata disoccupata ed ho iniziato il calvario come la maggior parte delle persone in questo momento storico, quindi non c'è nessuno meglio di me che possa capire il lavoro, la disoccupazione e quant'altro. Ma questo è un altro problema che non ci azzecca niente con il lavoro.
Ho parlato con un ragazzo, operaio della Laika che stava nelle "retrovie" come me. Lui mi ha detto che lavorava, sempre allo stabilimento della Laika alla Sambuca, che io tra l'altro conosco bene perchè lavoravo lì vicino. Gli ho chiesto perchè si accaniscono tanto contro la Sig.ra Carlesi, che cosa centra, se loro già stanno lavorando, non sono disoccupati, lo stipendio da portare a casa loro ce l'hanno. Eppoi in Toscana ci sono tantissime aree, magari anche più consone del Ponterotto. Questo proprio non lo capisco. Non ho capito nemmeno la maleducazione che serpeggiava. Il veleno di alcuni consiglieri soprattutto, che avendo un'istruzione in più degli operai, si immagina che abbiano anche un pò più educazione, ma non è stato così. Che delusione. A questo punto mi è sembrato di capire che l'hanno vinta loro. Io penso che si tratta solo di aspettare, chi vivrà, vedrà e sicuramente se ne vedranno delle belle!! (Perchè non vedo molto chiaro la situazione Laika. C'è qualcosa che sa di bruciato, spero di no per i lavoratori che lavorano là dentro).
L'amore per l' ambientalismo, per la tradizione, per la difesa della storia, non vuol dire certo soldi, benessere, casolare, piscina ecc. come qualcuno ha detto, ma sicuramente non va contro al lavoro ed ai lavoratori, forse scende in aiuto dando solo una mano per vivere in un mondo migliore, più sano, meno inquinato, legato alle tradizioni, probabilmente tutelando quei valori che non esistono più.
Salutoni.
Lettera firmata
Il 29 sera sono arrivata ma c'era una calca davanti alla porta che non mi è stato possibile entrare. C'erano tutti gli operai della Laika. Certo nella mia ignoranza ho capito che tutti i consiglieri compreso il Sindaco di San Casciano l'hanno trovata giusta l'escamotage! Invitare tutta la LAIKA al completo e rigirando la frittata. Come se chi è per l'arte, la difesa dell'ambiente, in nome della storia sia automaticamente contro il lavoro, e i lavoratori soprattutto. Se avessi potuto entrare, e non avessi avuto tutte quelle belve contro, avrei potuto dire tante cose. Io vengo da un'esperienza di 28 anni di lavoro nelle ditte più disparate d'Italia, poi mi sono ritrovata disoccupata ed ho iniziato il calvario come la maggior parte delle persone in questo momento storico, quindi non c'è nessuno meglio di me che possa capire il lavoro, la disoccupazione e quant'altro. Ma questo è un altro problema che non ci azzecca niente con il lavoro.
Ho parlato con un ragazzo, operaio della Laika che stava nelle "retrovie" come me. Lui mi ha detto che lavorava, sempre allo stabilimento della Laika alla Sambuca, che io tra l'altro conosco bene perchè lavoravo lì vicino. Gli ho chiesto perchè si accaniscono tanto contro la Sig.ra Carlesi, che cosa centra, se loro già stanno lavorando, non sono disoccupati, lo stipendio da portare a casa loro ce l'hanno. Eppoi in Toscana ci sono tantissime aree, magari anche più consone del Ponterotto. Questo proprio non lo capisco. Non ho capito nemmeno la maleducazione che serpeggiava. Il veleno di alcuni consiglieri soprattutto, che avendo un'istruzione in più degli operai, si immagina che abbiano anche un pò più educazione, ma non è stato così. Che delusione. A questo punto mi è sembrato di capire che l'hanno vinta loro. Io penso che si tratta solo di aspettare, chi vivrà, vedrà e sicuramente se ne vedranno delle belle!! (Perchè non vedo molto chiaro la situazione Laika. C'è qualcosa che sa di bruciato, spero di no per i lavoratori che lavorano là dentro).
L'amore per l' ambientalismo, per la tradizione, per la difesa della storia, non vuol dire certo soldi, benessere, casolare, piscina ecc. come qualcuno ha detto, ma sicuramente non va contro al lavoro ed ai lavoratori, forse scende in aiuto dando solo una mano per vivere in un mondo migliore, più sano, meno inquinato, legato alle tradizioni, probabilmente tutelando quei valori che non esistono più.
Salutoni.
Lettera firmata
La morte del buon senso
Marco Ferri, http://www.marcoferri.info, 1 ottobre, 2011
Qualche giorno fa la maggiore agenzia giornalistica nazionale ha riportato questa notizia:
(ANSA) – SAN CASCIANO VAL DI PESA (FIRENZE), 15 SET – Saranno rimossi e ricollocati altrove – rispetto alla posizione originaria – i resti di una casa etrusca e di una villa romana scoperti a San Casciano durante la costruzione del nuovo stabilimento della Laika. Il procedimento è permesso dal Codice dei Beni Culturali ed ha avuto l’ok della Soprintendenza archeologica, della Direzione regionale per i Beni culturali e del Ministero per i Beni e le attività culturali. La scoperta è del 2010 e fece bloccare i lavori. I resti saranno ricollocati nelle vicinanze, presso il Pesa, rispettando l’orientamento originario e la cronologia.(ANSA).
Una sola domanda: ma tra le «attività» cui si riferisce la denominazione del Ministero, è previsto anche lo spostamento delle case etrusche e delle ville romane per far spazio alle aziende moderne? Se sì, proporrei un aggiornamento della denominazione: Ministero per i beni e le attività cultural-commerciali. Così se agli Uffizi, oltre alla vendita di olio e vino, il visitatore trova anche la possibilità di «affittare» i resti di una vera casa etrusca o di una villa romana da mettere in giardino, siamo tutti più felici e soprattutto in regola.
Marco ferro Blog
Qualche giorno fa la maggiore agenzia giornalistica nazionale ha riportato questa notizia:
(ANSA) – SAN CASCIANO VAL DI PESA (FIRENZE), 15 SET – Saranno rimossi e ricollocati altrove – rispetto alla posizione originaria – i resti di una casa etrusca e di una villa romana scoperti a San Casciano durante la costruzione del nuovo stabilimento della Laika. Il procedimento è permesso dal Codice dei Beni Culturali ed ha avuto l’ok della Soprintendenza archeologica, della Direzione regionale per i Beni culturali e del Ministero per i Beni e le attività culturali. La scoperta è del 2010 e fece bloccare i lavori. I resti saranno ricollocati nelle vicinanze, presso il Pesa, rispettando l’orientamento originario e la cronologia.(ANSA).
Una sola domanda: ma tra le «attività» cui si riferisce la denominazione del Ministero, è previsto anche lo spostamento delle case etrusche e delle ville romane per far spazio alle aziende moderne? Se sì, proporrei un aggiornamento della denominazione: Ministero per i beni e le attività cultural-commerciali. Così se agli Uffizi, oltre alla vendita di olio e vino, il visitatore trova anche la possibilità di «affittare» i resti di una vera casa etrusca o di una villa romana da mettere in giardino, siamo tutti più felici e soprattutto in regola.
Marco ferro Blog
venerdì 30 settembre 2011
L'ambiente per il lavoro, il lavoro per l'ambiente
Greenreport, 30 settembre 2011
La crisi economica è evidente, la respiriamo quotidianamente e la sentiremo ancora di più quando i provvedimenti della manovra del governo che indurranno gli enti locali a tagliare ulteriormente i servizi, diventeranno pienamente esecutivi. In questo quadro che non risparmia nessuna regione (e quindi nemmeno la Toscana) in cui le famiglie sono già in ginocchio, è un dramma perdere anche un solo posto di lavoro.
E invece pare che siano 115 i posti persi per strada (su 375) nella lunga vicenda della Easy green (ex Isi) in base a quanto prospettato dall'azienda ai sindacati e contenuto nel piano industriale. Nulla è ancora certo perché si dovranno aspettare gli esiti dell'asta fallimentare che si terrà il prossimo 10 ottobre, ma se quanto detto si palesasse sarebbe comunque una sconfitta visto che il settore delle rinnovabili è in crescita (nonostante il momento non proprio favorevole) e garantisce buona occupazione in uno degli ambiti della green economy che tutti almeno a parole vogliono sostenere, poiché l'unico che assicura la compatibilità ambientale e sociale dello sviluppo. Creare nuovi posti di lavoro è un imperativo ma all'interno dei confini della sostenibilità, quindi non prescindendo dagli aspetti ambientali.
La vicenda della Laika a San Casciano Val di Pesa invece ci riporta indietro di qualche decennio, dove lavoratori e sindacati si sono schierati contro gli ambientalisti e i cittadini che vogliono tutelare il territorio. L'oggetto del contendere è l'espansione dello stabilimento della Laika in località Ponterotto, luogo non ritenuto idoneo da comitati e associazioni che oltre all'impatto ambientale vedono dietro l'operazione condotta dalla famiglia Hymer (e avvallata dall'amministrazione comunale), più che esigenze di sviluppo industriale quelle di una speculazione immobiliare. Alla vicenda iniziata quasi 10 anni fa, si sono aggiunti recentemente nuovi particolari.
Nel luogo dove il gruppo tedesco che controlla la Laika vorrebbe costruire il nuovo capannone, sono stati trovati reperti archeologici etrusco-romani ben riconosciuti e giustamente valorizzati dal comune di San Casciano (che ha ottenuto anche finanziamenti in merito) che poi però (nell'agosto scorso) lo stesso comune ha deciso di rimuovere scatenando le ire degli ambientalisti che hanno fatto i loro ricorsi. In questa situazione i sindacati (Rsu di Laika), vedendo rimandata la fase esecutiva dei lavori e addirittura messo a rischio l'investimento di Laika, sono insorti contro comitati e associazioni. Legambiente (circolo Il Passignano) Wwf Firenze, Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra Firenze hanno risposto che «una soluzione alle esigenze di ristrutturazione aziendale sia opportuna e necessaria e non vediamo alcuna contraddizione tra tutela del paesaggio e dei beni culturali e sviluppo delle attività economiche». Associazioni ambientaliste e comitati hanno inviato una lettera dettagliata al presidente della Regione Enrico Rossi, alla giunta, ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali di Laika in cui viene spiegata nel dettaglio tutta la vicenda e anche i dubbi sulle intenzioni della Hymer, che poi forse non è un'azienda proprio in salute, il che fa aumentare le perplessità sulle volumetrie richieste per l'espansione industriale. Gli ambientalisti poi puntano il dito contro l'amministrazione comunale: «non vediamo nel quadro sopra descritto come si giustifichi l'intervento con cospicue risorse del comune di San Casciano (soldi di tutti i cittadini, in un momento di tagli ai servizi) per smantellare un sito archeologico di pubblico interesse, e non comprendiamo come il pur legittimo interesse economico di Hymer possa essere dichiarato automaticamente interesse pubblico». La Regione ora dovrà affrontare la spinosa questione in particolare per quel che riguarda la tutela dell'interesse pubblico e la salvaguardia di un patrimonio culturale ed archeologico che non dimentichiamo è anche una risorsa economica, perché, a contrario di come pensa qualcuno, con la cultura si mangia, magari poco ma si mangia. Legambiente, Wwf Firenze, Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra Firenze, mettono infine in guardia i sindacati: «invitiamo le rappresentanze sindacali, nel rispetto reciproco di divergenze di opinioni o vedute, a non prestarsi al gioco dell'impresa che mira a mettere in antagonismo il diritto al lavoro e i diritti del lavoro (imprescindibili) con la tutela dell'ambiente e del territorio, che costituisce salvaguardia di Beni Comuni il fondamento di una economia equa e sostenibile che è la sola prospettiva auspicabile per i nostri figli».
La crisi economica è evidente, la respiriamo quotidianamente e la sentiremo ancora di più quando i provvedimenti della manovra del governo che indurranno gli enti locali a tagliare ulteriormente i servizi, diventeranno pienamente esecutivi. In questo quadro che non risparmia nessuna regione (e quindi nemmeno la Toscana) in cui le famiglie sono già in ginocchio, è un dramma perdere anche un solo posto di lavoro.
E invece pare che siano 115 i posti persi per strada (su 375) nella lunga vicenda della Easy green (ex Isi) in base a quanto prospettato dall'azienda ai sindacati e contenuto nel piano industriale. Nulla è ancora certo perché si dovranno aspettare gli esiti dell'asta fallimentare che si terrà il prossimo 10 ottobre, ma se quanto detto si palesasse sarebbe comunque una sconfitta visto che il settore delle rinnovabili è in crescita (nonostante il momento non proprio favorevole) e garantisce buona occupazione in uno degli ambiti della green economy che tutti almeno a parole vogliono sostenere, poiché l'unico che assicura la compatibilità ambientale e sociale dello sviluppo. Creare nuovi posti di lavoro è un imperativo ma all'interno dei confini della sostenibilità, quindi non prescindendo dagli aspetti ambientali.
La vicenda della Laika a San Casciano Val di Pesa invece ci riporta indietro di qualche decennio, dove lavoratori e sindacati si sono schierati contro gli ambientalisti e i cittadini che vogliono tutelare il territorio. L'oggetto del contendere è l'espansione dello stabilimento della Laika in località Ponterotto, luogo non ritenuto idoneo da comitati e associazioni che oltre all'impatto ambientale vedono dietro l'operazione condotta dalla famiglia Hymer (e avvallata dall'amministrazione comunale), più che esigenze di sviluppo industriale quelle di una speculazione immobiliare. Alla vicenda iniziata quasi 10 anni fa, si sono aggiunti recentemente nuovi particolari.
Nel luogo dove il gruppo tedesco che controlla la Laika vorrebbe costruire il nuovo capannone, sono stati trovati reperti archeologici etrusco-romani ben riconosciuti e giustamente valorizzati dal comune di San Casciano (che ha ottenuto anche finanziamenti in merito) che poi però (nell'agosto scorso) lo stesso comune ha deciso di rimuovere scatenando le ire degli ambientalisti che hanno fatto i loro ricorsi. In questa situazione i sindacati (Rsu di Laika), vedendo rimandata la fase esecutiva dei lavori e addirittura messo a rischio l'investimento di Laika, sono insorti contro comitati e associazioni. Legambiente (circolo Il Passignano) Wwf Firenze, Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra Firenze hanno risposto che «una soluzione alle esigenze di ristrutturazione aziendale sia opportuna e necessaria e non vediamo alcuna contraddizione tra tutela del paesaggio e dei beni culturali e sviluppo delle attività economiche». Associazioni ambientaliste e comitati hanno inviato una lettera dettagliata al presidente della Regione Enrico Rossi, alla giunta, ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali di Laika in cui viene spiegata nel dettaglio tutta la vicenda e anche i dubbi sulle intenzioni della Hymer, che poi forse non è un'azienda proprio in salute, il che fa aumentare le perplessità sulle volumetrie richieste per l'espansione industriale. Gli ambientalisti poi puntano il dito contro l'amministrazione comunale: «non vediamo nel quadro sopra descritto come si giustifichi l'intervento con cospicue risorse del comune di San Casciano (soldi di tutti i cittadini, in un momento di tagli ai servizi) per smantellare un sito archeologico di pubblico interesse, e non comprendiamo come il pur legittimo interesse economico di Hymer possa essere dichiarato automaticamente interesse pubblico». La Regione ora dovrà affrontare la spinosa questione in particolare per quel che riguarda la tutela dell'interesse pubblico e la salvaguardia di un patrimonio culturale ed archeologico che non dimentichiamo è anche una risorsa economica, perché, a contrario di come pensa qualcuno, con la cultura si mangia, magari poco ma si mangia. Legambiente, Wwf Firenze, Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Italia Nostra Firenze, mettono infine in guardia i sindacati: «invitiamo le rappresentanze sindacali, nel rispetto reciproco di divergenze di opinioni o vedute, a non prestarsi al gioco dell'impresa che mira a mettere in antagonismo il diritto al lavoro e i diritti del lavoro (imprescindibili) con la tutela dell'ambiente e del territorio, che costituisce salvaguardia di Beni Comuni il fondamento di una economia equa e sostenibile che è la sola prospettiva auspicabile per i nostri figli».
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