Se siete d'accordo con quanto segue, inoltrate questa mail d'appello all'Assessore regionale della Toscana alla Cultura dott.ssa Cristina Scaletti (cristina.scaletti@regione.toscana.it) e agli amici sensibili ai temi dell'ambiente e della cultura. Ulteriori informazioni sul sito: http://archeopatacca.blogspot.com/ .
Appello:
Alla cortese attenzione dell′Assessore regionale alla Cultura dott.ssa Cristina Scaletti
Gentile assessore Scaletti,
ho appreso con perplessità e sconcerto di quanto sta accadendo in località Ponterotto nel comune di San Casciano in Val di Pesa (Firenze). Da più di dieci anni il Comune di San Casciano persevera nella scelta di una localizzazione ad alto impatto ambientale e paesistico per il capannone di 3 ha della multinazionale Hymer proprietaria di Laika caravan. Tale localizzazione fu operata al di fuori di ogni pianificazione e senza i necessari rilievi di archeologia preventiva, subendo un ricatto occupazionale che in realtà copre una semplice operazione di rendita immobiliare.
Nell'anno 2010, durante gli scavi cantieristici, sono stati rinvenuti resti archeologici di un edificio di epoca etrusco-ellenistica e di una villa romana di età imperiale. Invece di valorizzare queste testimonianze storico-artistiche, l'amministrazione comunale ha fatto propria la istanza di RIMOZIONE DEI REPERTI avanzata da Hymer a pochi mesi dall'inizio scavi.
Inoltre, il Comune ha deciso di intervenire con proprie risorse ad un progetto di demolizione, rimozione e ricostruzione in altro sito dei reperti, senza esplorare le alternative possibili che con modifiche progettuali salvassero almeno parte del sito archeologico.
In considerazione del fatto che tutte le procedure legate al progetto sono state svolte nella assoluta segretezza e senza contraddittori, che ancora non esiste neanche una riga di relazione pubblicata sugli scavi, che il progetto di rimozione è stato deliberato a scavi in corso (quando ancora la villa romana non era emersa) a prescindere quindi dai risultati, che l'accesso al cantiere è stato negato con il pretesto che si doveva concludere la campagna scavi, fornendo notizie confuse di minimizzazione del valore dei reperti (dichiarati all'inizio resti medievali), che il progetto a parere di molti esperti distruggerà il valore scientifico del sito e produrrà un falso storico e topografico.
Le chiedo di accogliere l'appello delle associazioni ambientaliste (WWF, LEGAMBIENTE, ITALIA NOSTRA, RETE DEI COMITATI) sospendendo la firma regionale all'accordo e aprendo un confronto tra i tecnici del settore di diversa opinione per verificare se davvero questa è la soluzione giusta per la "valorizzazione" dei nostri beni culturali.
Vostra firma e recapiti
La Costituzione della Repubblica Italiana recita all'Art. 9:
La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
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domenica 11 settembre 2011
Appello: a San Casciano in Val di Pesa le fabbriche contano più dell'archeologia
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E per il Chianti? Turismo culturale di qualità o Archeodisneyland?
Scaletti: “Puntare sugli Etruschi come calamita di attrazione del turismo culturale”
FIRENZE – “Fare della civiltà etrusca una delle calamite di attrazione del turismo culturale in Toscana, settore che gode peraltro di buona salute e fa registrare una domanda fortemente in crescita. E dunque rendere fruibile il prodotto ‘etruschi’ non solo agli appassionati e ai conoscitori, ma anche ad un pubblico più allargato, facendo conoscere meglio, anche attraverso ricostruzioni virtuali, gli usi ed i costumi di una popolazione estremamente civile e per certi aspetti ‘moderna’, e costruendo un momento di piacevole apprendimento e riflessione per i turisti più curiosi, oltre che per le scuole”.
E’ quanto ha affermato nel tardo pomeriggio di oggi l’assessore a cultura, turismo e commercio Cristina Scaletti, intervenendo alla “conferenza regionale sulla musealizzazione della civiltà etrusca” nell’ambito del Festival del viaggio presso il Museo di Antropologia e Etnologia di via del Proconsolo.
“Al progetto Etruschi la Regione Toscana sta lavorando da tempo – ha detto ancora l’assessore Scaletti – Negli ultimi due anni siamo stati capofila del progetto interregionale ‘La terra degli Etruschi’ (cofinanziato da Stato, Comuni e Regione, e oggi nella fase conclusiva), che ha puntato principalmente sulla comunicazione, con l’apporto determinante delle istituzioni museali interessate. E si è rivolto ai turisti del week-end, a famiglie con bambini interessate ad una vacanza di piacere e di accrescimento culturale, a viaggiatori europei di buon livello culturale, agli alunni delle scuole medie ed elementari. Il modello comunicativo usato era basato su un messaggio cultural-ludico, e faceva leva sulla fruizione diretta”.
Di recente la Regione ha presentato il nuovo progetto “In Etruria” di durata triennale (1,5 milioni stanziati) che in sintonia con i nuovi strumenti di programmazione regionale (PRS e PRSE) si propone di proseguire nella valorizzazione del grande patrimonio etrusco in Toscana come volano turistico.
“L’approccio – spiega Scaletti – sarà di tipo ‘friendly’: intendiamo abbinare l’accrescimento culturale, la leva del patrimonio paesaggistico e l’attrattività storica della civiltà misteriosa alla piacevolezza della vacanza, all’enogastronomia, e a un modo giocoso e divertente per conoscere gli Etruschi. Il progetto coinvolge le comunità locali nella scoperta di aspetti della civiltà etrusca in cui riconoscersi, prevedendo anche la realizzazione di infrastrutture e percorsi di valorizzazione. Tutto ciò costituirà la base per un ‘Parco tematico’ legato alla civiltà etrusca che la Regione intende creare in questa legislatura, sviluppando una rete integrata di servizi modulata sulle esigenze dei diversi target interessati al prodotto Etruschi”.
Lorenza Pampaloni
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Informazione Libera: gli Etruschi in roulotte
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Il nostro appello sul sito di Stop al Consumo di Territorio
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sabato 10 settembre 2011
Laika, ambientalisti contro il Comune
Il Nuovo Corriere di Firenze, 10 settembre 2011
La variante ad hoc, "fregandosene" degli insediamenti etruschi e romani ormai è data e assodata. Ma gli ambientalisti non demordono, attaccano l'amministrazione e si appellano a Regione e ministero dei Beni Culturali. Si riaccende il caso Laika, con una lettera-appello firmata dalla Rete dei Comitati per la difesa del Territorio, Italia Nostra, Legambiente Toscana e WWF... Il nuovo capannone non si giustifica quindi in nessun modo, visto che le stesse previsioni aziendali parlano per il futuro di limiti alla produzione dovuti alla crisi mondiale. Ma evidentemente l'interesse privato a realizzare tutta la volumetria concessionata vale più di duemila anni di storia...
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PatrimonioSOS, 10.09.2011
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ancora su PatrimonioSOS: Archeopatacca : attenzione siti archeologici in movimento
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Per consentire a LAIKA la realizzazione di un capannone si progetta lo spostamento in altra sede degli insediamenti etruschi e romani trovati negli scavi: una vera e propria “archeopatacca”!
News dei Comitati, 10.09.11
Per consentire a LAIKA la realizzazione di un capannone si progetta lo spostamento in altra sede degli insediamenti etruschi e romani trovati negli scavi: una vera e propria “archeopatacca”!
Da più di 10 anni il Comune di San Casciano persevera nella scelta di una localizzazione sbagliata e ad alto impatto ambientale e paesistico per il capannone richiesto dalla multinazionale Hymer, proprietaria di LAIKA caravan. Usando il ricatto occupazionale l’azienda ha ottenuto una variante ad hoc, su terreni agricoli acquisiti in un sito lontano dal distretto della camperistica, al di fuori di ogni pianificazione e neanche indagato con i necessari rilievi di archeologia preventiva.
Dopo 7 anni dalla adozione della variante non un mattone della fabbrica è stato posato, a dimostrazione di come si sarebbe potuto tranquillamente scegliere una localizzazione più adatta e di come la “urgenza” imprenditoriale nascondesse solo un lucroso investimento immobiliare...
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