La Costituzione della Repubblica Italiana recita all'Art. 9:
La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

lunedì 22 gennaio 2007

Esposto alla Procura della Repubblica di Firenze

(22 Gennaio 2007)

I sottoscritti firmatari, cittadini residenti e rappresentanti o esponenti delle associazioni di tutela e salvaguardia dell'ambiente sottoelencate, segnalano alla Procura di Firenze alcune caratteristiche dell'iter che ha condotto il Consiglio Comunale di San Casciano in val di Pesa alla DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N. 41 DEL 13.06.2006, avente per oggetto 'P.R.G: Accordo di pianificazione per la Variante al PRG ed integrazione Piano Strutturale e contestuale Variante al P.T.C. Provincia di Firenze per individuazione zona per attività produttiva in località Ponterotto. Ratifica intesa preliminare ai sensi dell'Art. 22 L.R. n. 1/05 Adozione di variante al PRG, adozione di variante al Piano di classificazione acustica'. Fermo rimanendo che spetta alla Procura stessa l?eventuale acquisizione di atti, e la valutazione sulla sussistenza o meno di irregolarità, si rappresenta quanto di seguito

PREMESSO

Che la delibera in oggetto riguarda la realizzazione di una zona D per attività produttiva in località Ponterotto finalizzata ad ospitare uno stabilimento industriale della società LAIKA CARAVANS.

Che le associazioni sottoelencate hanno sin da subito manifestato la propria contrarietà al progetto in riferimento, criticandone tanto il merito, per motivi di carattere paesaggistico-ambientale, quanto il metodo, che stravolge quelle che a nostro avviso sono le corrette prassi di formazione degli strumenti urbanistici.

Che su tale questione di legittimità della procedura è stata presentata da alcune associazioni ambientaliste una osservazione alla Delibera di adozione da parte del Comune di San Casciano (ALLEGATO 1), osservazione alla quale l'ufficio tecnico ha risposto dichiarando (ALLEGATO 2, pag 19):
'Premesso che nell'osservazione non si ravvisano aspetti di rilevanza tecnica, anche in mancanza di specifici riferimenti in ordine alle norme che si presumono violate, per quanto di competenza si ribadisce che l'Ufficio ha condotto le procedure di variante nel rispetto delle norme nazionali e regionali vigenti. Pertanto non si ravvisano elementi di illegittimità che supportino la richiesta di annullamento della procedura di variante, ferme restando le altre considerazioni che però non assumono rilevanza di natura tecnica.'

Che in tale maniera l'ufficio tecnico ha di fatto eluso la questione posta nella osservazione, che non riguarda problemi inerenti la procedura a seguito della prima delibera ufficiale di avvio del procedimento (del. CC n131 del 7/06/2004, ALLEGATO 3), ma la modalità con la quale si è giunti a definire e perimetrare la superficie oggetto di Variante, che corrisponde esattamente alle proprietà agricole acquisite da LAIKA nel 2002 successivamente a primi contatti con le amministrazioni locali. (ALLEGATO 4: sovrapposizione catastale).

SI ESPONGONO ALL'ATTENZIONE DELLA PROCURA I SEGUENTI FATTI:

- Nel 1997 il Comune di Tavarnelle concede alla Laika, con una variante ad hoc, di realizzare su una superficie coperta di 6500 mq su due piani (per totali 13000 mq di superficie) la sede di Laika 3: un capannone che dovrebbe rispondere alla esigenza manifestata dalla azienda e dalle maestranze di ovviare alla problematica situazione logistica dell'impresa: 6 capannoni localizzati in tre diversi lotti distanti tra loro, tettoie in amianto fatiscenti, temperature estive proibitive (a tale variante viene dato parere favorevole persino dalle associazioni ambientaliste).


- Nel 2000 la dirigenza dell'impresa fa presente che ritiene non adeguato il capannone ottenuto in variante, che viene però realizzato. Cominciano contatti non formali e non ufficiali con le amministrazioni di San Casciano Val di Pesa e di Tavarnelle. Di ciò fa fede una dichiarazione resa (e registrata) dall'allora sindaco Pietro Roselli nel Consiglio Comunale di San Casciano svoltosi in data 13/6/2006, che data appunto al 2000 l'inizio della ricerca di nuove soluzioni localizzative e dell'impegno in tal senso delle amministrazioni locali.
- Il 9 settembre 2002 si riunisce il CdA della LAIKA (ALLEGATO 5: Verbale CdA), e il nuovo presidente del CdA, Hans Jurgen Burkert, dichiara alla nuova dirigenza dell'azienda (rilevata dal gruppo tedesco Hymer) come 'l'utilizzo dello stabilimento noto come 'Laika 3 nuovo', di recente ultimazione, non sia compatibile con gli attuali progetti di ottimizzazione della filiera produttiva'. Burkert propone al CdA di vendere l'immobile appena realizzato (valutato dalla Gabetti tra 12 e 12,9 milioni di Euro) per avviare il nuovo progettato stabilimento industriale, da finanziarsi in parte con la vendita dello stabilimento appena realizzato in variante urbanistica a Tavarnelle e MAI USATO PER FINI PRODUTTIVI.

Burkert dichiara di avere già i contatti con i finanziatori e '..con alcune imprese edili anch'esse interessate alla realizzazione del progetto'. Illustra inoltre '..l'attuale situazione urbanistica dell'area nonché le possibili soluzioni edificative già studiate e sottoposte a un vaglio preventivo delle autorità locali'. Burkert si spinge inoltre sino a dichiarare che 'Il nuovo complesso sorgerà su di un'area di circa 150000 mq nel comune di San Casciano Val di Pesa (Firenze) poco distante, quindi, dall'attuale sede e sarà realizzato per il 2004, si prevede per l'agosto 2004 il trasferimento di sede'.

Dal punto di vista urbanistico l'area è al momento AGRICOLA, quindi lo stabilimento non si potrebbe fare.
- In quella sede il CdA delibera all'unanimità di seguire la strada proposta dal presidente, delibera quindi di procedere a riscatto anticipato e immediata vendita dello stabilimento appena realizzato a Tavarnelle, e di acquistare per una cifra di circa 3,5 milioni di Euro i terreni agricoli in località Ponterotto per i quali vengono puntualmente indicate le proprietà. Vengono conferiti al consigliere Heinric Dumpe i necessari poteri per compiere tutti gli atti necessari, e infatti sarà Dumpe a siglare i contratti e a confrontarsi con la comunità locale.

- Nel mese di ottobre 2002 vengono siglati i preliminari dei terreni (ALLEGATO 6: preliminare con sigg.ri Ricci), il terreno in quel momento agricolo viene acquistato ad un prezzo tra i 20 e i 23 Euro al mq, prezzo ben distante dal valore di un terreno fabbricabile industriale che nella zona del Chianti si aggira tra i 90 Euro/mq (pagati da artigiani per la adiacente zona artigianale del Ponterotto) e i 200 Euro/mq di stime di mercato tra Poggibonsi e Empoli. Gli acquisti vengono perfezionati entro dicembre e dalle visure catastali (ALLEGATO 7) risultano di proprietà Laika da atto pubblico del 10/12/2002. Poiché su questo punto dell'acquisto terreni sono stati chiesti da più parti chiarimenti alla Amministrazione Comunale, LAIKA ha prodotto in data 8/06/2006 un documento (ALLEGATO 8) nel quale dichiara un costo finale di acquisto, comprensivo di tasse e oneri, di euro 4.574.000, voce che collima con la messa in bilancio di Laika nel 2003 di euro 4.274.500,62 per acquisto immobili e terreni (ALLEGATO 9).

- Solo il 31 marzo 2003 viene votato in Consiglio Comunale di San Casciano un documento di indirizzo (il primo atto ufficiale) che invita la Giunta Comunale ad attivarsi per questo progetto di nuovo insediamento.

- Poiché San Casciano non ha ancora adottato il Piano Strutturale, questo strumento viene predisposto in modo da poter poi consentire l'avvio immediato della variante, ossia nella versione finale del Piano Strutturale adottato dal C.C. (29/3/2004) si inserisce la previsione di insediamento produttivo dando titolarità a dei volumi, cioè non si parla di generico insediamento produttivo, ma si esplicita in uno strumento di pianificazione, art. 14.2, che sono previste ulteriori ampliamenti delle zone produttive '..nell'ambito del vigente PRG (Le Mandrie, Calzaiolo) e anche oltre (eventuale stabilimento Laika)? (ALLEGATO 10). Per chiarire l'aspetto paradossale della vicenda, se LAIKA si fosse tirata indietro e si fosse fatto avanti un altro imprenditore con pari garanzie occupazionali, pur acquistando i terreni non avrebbe potuto edificare su quella zona in quanto i volumi 'hanno un nome e cognome? e solo un'altra variante avrebbe potuto sbloccare la cosa.

- Nel giugno del 2004 parte con delibera di G.C n 131 l'avvio del procedimento di variante ai sensi dell?art. 40 LR 5/95.
- Nel luglio 2006 la giunta comunale risponde con un manifesto pubblico alle accuse da più parti avanzate sulla correttezza del procedimento di variante, con un testo che recita in questo modo: 'Riguardo all'acquisizione del terreno occorre chiarire quanto segue: la trattativa si è svolta direttamente tra le parti e si ritiene che l'accordo abbia soddisfatto entrambe, il che significa che non si è agevolato né la speculazione fondiaria, cioè i venditori i quali naturalmente, al momento della vendita, erano consapevoli che Laika non acquistava quel terreno 'per coltivar carciofi', né la parte acquirente cioè Laika in quanto consapevole che l'amministrazione comunale avrebbe posto dei vincoli alla destinazione produttiva per molti anni, evitando così eventuali appetiti speculativi.' (ALLEGATO 11).

- In un articolo pubblicato su Metropoli del 20 ottobre 2006 (ALLEGATO 12), sempre in risposta alle polemiche sul percorso di formazione della variante, l'ex sindaco Pietro Roselli rivendica apertamente la paternità della localizzazione dell'intervento, ed in risposta a specifica domanda sull?argomento dichiara apertamente che '..noi che siamo stati fin da subito in questa partita, abbiamo deciso che potevamo trovare spazi laddove fin dal 1985, abbiamo una zona industriale (Ponterotto), che è stata ridotta per non dare spazi e 'sponde' a chi viene da fuori'. Si allega per completezza anche l'articolo della associazione 'Legambiente' pubblicato nella edizione del 27 ottobre della rivista che risponde a tali affermazioni ponendo delle questioni sulla trasparenza del percorso.

TUTTO CIÒ PREMESSO, I SOTTOSCRITTI CHIEDONO
che la S.V.Ill.ma voglia indagare se nei fatti sopra esposti possano ravvisarsi ipotesi di reato, individuando gli eventuali responsabili. Chiedono inoltre che, qualora accerti violazioni di legge, voglia prendere tutti quei provvedimenti atti a far cessare eventuali comportamenti non regolamentari e pregiudizievoli per l'ambiente e il territorio.

I sottoscritti chiedono di essere informati circa l'eventuale richiesta di archiviazione, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 408, comma 2, c.p.p., e sull'eventuale richiesta di proroga del termine delle indagini preliminari, ai sensi dell'art. 406, commi 3 e 5, c.p.p..(1). Ove il Pubblico Ministero ritenga di procedere con decreto penale, dichiarano di opporsi.


Paolo Sorgentone Circolo Legambiente 'Il Passignano'
Giuseppe Pandolfi Circolo Legambiente 'Il Passignano'
Guido Scoccianti WWF
Claudio Greppi Italia Nostra
Franco Bolognesi Associazione San Casciano per la tutela dell'Ambiente
Giovanni Ricasoli Firidolfi Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico ONLUS
Stefano Mazzoni AMAT Montespertoli

mercoledì 17 gennaio 2007

Consiglio aperto, si parla di Laika

IL Corriere di Firenze, 17 Gennaio 2007

San Casciano - Signorini e Mazzei invitano cittadini, sindacati e associazioni - Resa dei conti per far il punto sul futuro insediamento

SAN CASCIANO VAL DI PESA - Il consiglio comunale torna al lavoro sulla questione Laika. Lo farà il prossimo 26 gennaio alle 16,30 presso la biblioteca comunale riunendosi in una seduta aperta al confronto con i vari esponenti del territorio. L’invito a partecipare è stato esteso alle associazioni e alle organizzazioni sindacali locali per discutere e dare modo a ciascuno di esprimere le proprie considerazioni sulla variante Laika.

Ad illustrare le motivazioni di questa convocazione il sindaco Ornella Signorini e il presidente del consiglio comunale Gianni Mazzei 'Gli amministratori di un Comune - spiega in apertura il primo cittadino - sono chiamati a svolgere il non sempre facile ruolo di analizzare il territorio, esaminarne le criticità e le potenzialità per poi cogliere le opportunità più orientate a migliorarlo e ad innalzare il livello dei suoi percorsi di sviluppo. L’insediamento della Laika al Ponterotto rappresenta un’irrinunciabile opportunità per la crescita del nostro territorio.

Della strategia politica che si intende attuare per concretizzare tale scelta, utile - lo ribadisco - a tutelare gli interessi del mondo del lavoro - discuteremo, spero in modo propositivo, nel corso del prossimo consiglio comunale che sarà volutamente aperto ai contributi e agli interventi di tutti gli attori del territorio, portatori degli interessi locali. A loro la seduta del 26 gennaio, indetta con il proposito di consentire ai cittadini di contemplare non una sola voce ma i diversi punti di vista espressi da più soggetti, darà l’occasione di riportare la propria posizione in un confronto politico che conta sulla partecipazione e sulla presenza di tutte le categorie sindacali e le associazioni socio-economiche locali.

Il consiglio darà anche a noi amministratori la possibilità di esplicitare un progetto che personalmente difendo con la massima trasparenza sin dai tempi della campagna elettorale, essendo inserito nel programma della coalizione. Mi aspetto che da questo incontro sorga un dibattito che, lungi dal decretare vincitori e vinti, metta in luce la strategia che si è inteso perseguire nell’interesse collettivo dei cittadini e dei lavoratori.

Non penso sia opportuno disperdere tempo ed energie rimettendo per l’ennesima volta in discussione le modalità del percorso attivato che riteniamo ovviamente essere corrette. Quello che ci interessa non è il terreno delle procedure, ma un confronto aperto sul piano politico con le diverse posizioni di una comunità che il territorio lo vuole vivere con seria consapevolezza e guardando anche alle prospettive future, agli obiettivi che possano assicurarle vitalità e dinamismo'.

'Come presidente del consiglio comunale - aggiunge Gianni Mazzei - sono orgoglioso del fatto che il consiglio, in tutte le sue componenti, si sia aperto ad un confronto e ad un dialogo con quanti hanno presentato le osservazioni alla Variante, dimostrando grande attenzione a tutte le voci contrarie al trasferimento dell’azienda.

La scelta di convocare un consiglio comunale aperto rappresenta un ulteriore passo di quel lavoro che i consiglieri, in seno alla commissione ambiente e territorio, hanno svolto con estrema puntualità e coerenza'.

Laika, il trasferimento è ancora lontano

Andrea Settefonti, La Nazione, 17/1/2007

Previsto per il 26 un consiglio comunale sull’argomento

SONO PASSATI quattro anni e del previsto trasferimento della Laika dalla zona industriale di Sambuca, Tavarnelle Val di Pesa, a quella di Ponterotto, San Casciano, si continua soltanto a discuterne. All’azienda era stato promesso che tutto si sarebbe risolto nel giro di due anni. Era il 2002. Di anni ne sono passati quattro, ma del nuovo capannone Laika non è stato posato un solo mattone.
Anzi. Si continua soltanto a parlarne. Come il prossimo 26 gennaio quando è stato convocato un consiglio comunale aperto. Il confronto sarà con i vari esponenti del territorio, sono state invitate a partecipare anche le varie associazioni e le organizzazioni sindacali locali per discutere e dare modo a ciascuna di esprimere le proprie considerazioni sulla variante Laika. Sono stati invitati anche quelli che hanno recentemente hanno presentato ricorso contro la scelta del Comune. Che tuttavia continua ad avere le idee chiare.
'L’insediamento — spiega il sindaco Ornella Signorini — della Laika al Ponterotto rappresenta un’irrinunciabile opportunità per la crescita del nostro territorio'.

SE, DUNQUE, da una parte l’amministrazione è intenzionata a portare avanti la pratica Laika, chi non ne vuole sapere del trasferimento sono Legambiente ‘Il Passignano’, Wwf delegazione Firenze, Italia Nostra, Comitato per l’Ambiente di San Casciano, Amat Montespertoli e la Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico onlus, che hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica per una questione legata all’acquisto del terreno da parte di Laika nel 2002.

IN PRECEDENZA, le stesse associazioni, avevano lanciato un appello sottoscritto da numerosi professionisti e professori universitari per chiedere al Comune di San Casciano di fare marcia indietro. Ed è a loro che si rivolge il sindaco Signorini in previsione del consiglio comunale di fine gennaio. 'Mi aspetto — conclude — che dall’incontro sorga un dibattito che, lungi dal decretare vincitori e vinti, metta in luce la strategia che si è inteso perseguire nell’interesse collettivo dei cittadini e dei lavoratori'.
Dal suo punto di vista, Laika spiega i motivi della scelta legata alla qualità della produzione.

'LA INFELICE e ormai onerosa collocazione logistica attuale (su cinque stabilimenti distanti tra loro, ndr) assieme all’esigenza di garantire agli addetti benessere e sicurezza nel posto di lavoro ha spinto l’azienda a progettare un nuovo stabilimento che renda possibile una moderna produzione a fronte della concorrenza del settore che dispone oggi in massima parte di stabilimenti recentissimi e moderni e garantisce alti standard nelle condizioni di lavoro'.

venerdì 22 dicembre 2006

No alla variante Laika al Ponterotto

Per salvare il territorio di San Casciano da una cementificazione inutile e dannosa
Per impedire una speculazione immobiliare basata sul ricatto occupazionale


COMUNICATO STAMPA (22/12/06)
Dopo anni di battaglie, dopo aver visto rigettare tutte le istanze di verifica ambientale e di revisione della Variante Laika, dopo che è stato negato alla popolazione lo strumento democratico di un REFERENDUM CONSULTIVO su una scelta di tale peso per il futuro del nostro territorio, le associazioni che operano per il territorio si sono viste costrette a ricorrere alla giustizia ordinaria per tentare di bloccare una scelta sbagliata, localizzata in un luogo inadatto e fatta nel modo peggiore immaginabile.

Con un esposto alla Procura della Repubblica, consegnato in data di oggi, giovedì 14 dicembre, diverse associazioni hanno posto all'attenzione della Magistratura un aspetto della Variante che è apparso sin dall'inizio assai controvertibile: ossia l'acquisto di terreni agricoli fatto dalla impresa LAIKA nel 2002 in comune di San Casciano, sulla base (come dice Laika nei suoi verbali) di 'soluzioni edificative .... sottoposte al vaglio preventivo delle autorità locali', ossia sulla base di rapporti con le amministrazioni pubbliche del tutte informali, fuori da ogni controllo pubblico e precedenti ad ogni iniziativa istituzionale formale di avvio della variante (è del marzo 2003 la prima delibera di Consiglio che prospetta questa scelta di Ponterotto)

Dal momento dell'acquisto terreni in poi l'iter della variante è divenuto sempre più una strada obbligata, e tutti i passaggi istituzionali sono stati attivati NON PER VERIFICARE LA SOSTENIBILITÀ DI UN INTERVENTO ma per LEGITTIMARE A POSTERIORI la scelta di localizzazione fatta dall'impresa: le procedure di Valutazione Strategica (VIST), gli atti delle procedure, l'accordo di programma con la Provincia per variare finanche il PTC, la fase delle osservazioni, sono state tutte tappe di un percorso obbligato nel quale l'amministrazione non ha MAI contemplato l'OPZIONE ZERO, ossia la possibilità di trovare un'alternativa a quella localizzazione.

Da qui la nostra convinzione che questo passaggio, del CHI DECIDE e del COME SI DECIDE, sia strategico per affermare una reale SOSTENIBILITÀ delle scelte urbanistiche, perché nessuna compatibilità ambientale si può costruire a partire dal puro interesse economico di imprenditori privati che mirano alla valorizzazione del loro patrimonio immobiliare.

Riteniamo inoltre che si debbano richiamare le amministrazioni comunali al loro ruolo di pianificazione nel nome della salvaguardia dell?interesse pubblico, comprendendo nell'interesse pubblico la difesa del paesaggio e la tutela dell'ambiente. Cedere il territorio ad investitori privati il cui interesse risiede nel vendere i vecchi capannoni, per cementificare sempre maggiore territorio, costituisce la peggiore scelta operabile per le generazioni future: questo modo di fare urbanistica penalizza tutte le attività economiche legate al NOSTRO patrimonio storico e ambientale, oltre a deturparne la bellezza e l'integrità.

22/12/06 LEGAMBIENTE - Il Passignano- WWF delegazione Firenze-Italia Nostra Comitato per l'Ambiente di San Casciano - AMAT Montespertoli- Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico ONLUS

venerdì 13 ottobre 2006

SAN CASCIANO Rsu di Laika decise contro chi si oppone al trasferimento della sede: 'Salverà centinaia di posti'

Andrea Ciappi, La Nazione, 13 Ottobre 2006

'Proteste strumentali'
La Rsu di Laika si ribella al fuoco incrociato contro il prossimo trasferimento al Ponterotto nello stabilimento progettato in 300 metri di lunghezza per almeno 11 di altezza.

Punto primo: il trasferimento salverà centinaia di posti di lavoro. Secondo: i rappresentanti sindacali temono manovre occulte di aziende concorrenti. Intanto, l’altra sera, manifestazione di Legambiente e un’assemblea pubblica su fatti e misfatti del trasferimento, promossa da due gruppi d’opposizione e dall’associazione 'San Casciano per l’ambiente', presenti i consiglieri Enrico Farina, Romano Dorigoni, Alessandro Sardelli, e l’attivista dell’associazione Franco Bolognesi. Gli ambientalisti contestano il progetto del Ponterotto temendo forte impatto sul paesaggio a causa di altro cemento.

Spiegano Francesco Bazzoni e Carmine Barone dopo la manifestazione e assemblea di Legambiente 'Siamo pronti a dialogare con tutti, è lo strumento ad hoc per le soluzioni. Ma abbiamo il dubbio che il polverone sia sollevato da aziende concorrenti'.

Ma torniamo alla presa di posizione Rsu, spiegata dai suoi rappresentanti Francesco Bazzoni e Carmine Barone: 'Vorremmo riuscire ad aprire un tavolo di discussione tra le parti: azienda Laika, associazioni ambientaliste, Rsu Laika, Fiom Firenze, Associazione Industriali, Comune di San Casciano, in modo che tutte le parti manifestino i dubbi, facendo capire anche a noi, comuni mortali, da quale parte sta la verità. Come lavoratori anche noi stiamo molto attenti all’ambiente che ci circonda.

E anche noi avremmo voluto partecipare al corteo ‘tragicomico’ (si riferiscono a Legambiente, ndc) in quanto democratici aperti al dialogo. I nostri dubbi — prosegue la Rsu — sono anche altri. Il più importante è il nostro lavoro che ci garantisce, per ora, uno stipendio che ci dà la possibilità non di vivere una vita dignitosa, ma di sopravvivere.

Un altro dubbio ci fa pensare che a sollevare tutto questo polverone possa essere la strategia di qualche azienda concorrete alla quale l’azienda Laika protrebbe dare fastidio, vista la considerazione che il marchio da quarant’anni riscuote per qualità e maestria'.

La Rsu Laika conclude ribadendo che 'il dialogo è il migliore strumento per trovare soluzioni. Attendiamo risposte da tutte le parti chiamate in causa»'

venerdì 22 settembre 2006

L'iniziativa di Legambiente

Ant. Tad, Metropoli, 22 Settembre 2006

In piazza con 'Paolone sindaco del mattone' - L'ironia come arma: 'Vogliamo il referendum'

E alla fine 'Paolone (il sindaco del mattone)', è sbarcato a San Casciano: sabato 16 settembre, alle 16 in punto, come da programma, è arrivato con l'auto blu davanti al comune. Il primo cittadino del comune 'fantastico' di San Caspiano è stato al centro della manifestazione contro la variante Laika organizzata dal circolo 'Il Passignano' di Legambiente.

Sfilando per via Machiavelli, il corteo si è fermato in piazza Pierozzi dove, sotto l'orologio, è stato allestito il banchino di Legambiente e appeso uno striscione con la cartina della zona dove dovrà sorgere il nuovo stabilimento della Laika.

Quindi, il finto sindaco ha distribuito una falsa procedura di variante urbanistica con autorizzazione a 'facci i comodi loro' per costruire 'fabbrichette, capannoni, tuguri, grattacieli, strade sbrodolate di cemento a volontà'.

Abbiamo chiesto a Giuseppe Pandolfi, del circolo Legambiente 'Il Passignano', lo scopo di questa manifestazione: 'Intanto di far vedere a tutta la cittadinanza, e lo abbiamo fatto con una simulazione grafica, che cosa è la variante Laika.

Molti non sanno che è un enorme scatolone di 326.000 metri cubi di volume che sarà depositato in una vallata stupenda. L'altro scopo dell'iniziativa è quello di chiedere all'amministrazione comunale un referendum consultivo che dia la parola ai cittadini, perchè questa variante viene concessa agli amici, mentre i cittadini comuni non hanno regole, non hanno piano regolatore'.

Sembra però che la cittadinanza non sia stata granchè interessata alla vostra iniziativa...: 'No, ci sono 25 osservazioni alla variante, 10 sono delle associazioni ambientaliste e della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico.

In questa vicenda abbiamo avuto un un'unica remora, ovvero garantire il rispetto delle tematiche ambientali e del lavoro. Io ho paura che il nuovo capannone non darà future garanzie per quest'azienda. C'è un ragionamento da fare per chiarire alcune cose, anche con gli operai'.

sabato 9 settembre 2006

Ora lo scempio del capannone

Carlo Bartoli, IL Tirreno, 9 Settembre 2006

Grande come 12 campi di calcio, è previsto a San Casciano

FIRENZE. La furia cementificatrice ha partorito un altro mostro: un capannone grande come una dozzina di campi di calcio e alto undici metri, 326mila metri cubi in tutto, spunterà in mezzo alla campagna del Chianti. Il Comune di San Casciano sta infatti per dare il via libera ad una variante che permetterà alla Laika, un’azienda che costruisce roulotte e camper, di realizzare un megacapannone in cui trasferire le lavorazioni disperse in sette diversi fabbricati nel vicino comune di Tavarnelle Valdipesa.

Una operazione di accorpamento industriale e di risanamento degli ambienti produttivi che però ha un neo: pochi anni fa la Laika ottenne, sempre per lo stesso motivo, dall’amministrazione di Tavarnelle l’autorizzazione a costruire un nuovo stabilimento multipiano da 13mila metri cubi che non è mai stato utilizzato per trasferirvi le lavorazioni, ma che è stato messo in vendita e dalla cui alienazione l’azienda conta di ottenere circa 13 milioni di euro.

Per bloccare questo nuovo scempio della campagna toscana che interesserà, tra stabilimento e altre aree di lavoro, undici ettari di terreno, le associazioni ambientaliste e di tutela del territorio (Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato per l’ambiente di San Casciano e fondazione per le tutela del Chianti Classico) hanno depositato 24 osservazioni contro la variante urbanistica e chiedono al Comune di San Casciano di promuovere un referendum consultivo.

La filiazione di impianti produttivi della Laika, stando alla denuncia degli ambientalisti, è impressionante: le lavorazioni sono attualmente effettuate in sette fabbricati per un totale di oltre 21mila metri quadri che verrebbero vendute (così come il mai utilizzato stabilimento di Tavarnelle da 13mila mq.) a cui si aggiungerebbe ora il futuro impianto da 30mila metri quadri. I sottoscrittori del no alla variante Laika lamentano 'procedure irregolari per l’acquisizione e l’utilizzo dell’area' e il sostanziale aggiramento dei principi della legge regionale in materia. Non solo, il nuovo megafabbricato sarebbe divisibile in moduli e da qui il sospetto che una parte di questo potrebbe essere ceduto a terzi.

'Il Comune di San Casciano - accusano le associazioni ambientaliste - ha di fatto bloccato la redazione del nuovo Piano regolatore dopo l’adozione del Piano strutturale, e da allora gli uffici tecnici hanno lavorato quasi esclusivamente su due varianti di grande entità (Cantine Antinori e Laika). Si è scelto di procedere cioè caso per caso, sacrificando la programmazione e la tutela dei beni collettivi e assecondando invece interessi particolari di grandi gruppi economici.

Si è inoltre dichiarata una 'vocazione industriale' dell’area del tutto inesistente e la Valutazione Strategica pare istruita e impostata in modo da confermare a posteriori una scelta già decisa a livello politico'. Più in generale, ad essere messa sotto accusa è la scarsa capacità dei Comuni di coordinare la gestione del territorio. 'Nella zona che va da San Casciano a Castelnuovo Berardenga - dichiara Fausto Ferruzza direttore di Legambiente Toscana - abitano 56 mila persone, poco più di un quartiere di Firenze, e conta otto zone industriali e otto piani regolatori che ovviamente, non si coordinano tra di loro, dando vita a uno sfruttamento del territorio inaccettabile. Sommando i nuovi insediamenti di tutti i comuni del Chianti la zona subirà un incremento di volumetria pari al 30 per cento. E’ una mattanza per una delle zone più belle del mondo'.